Un luogo, un uomo, una storia   -  Passato

Pubblicazione pagina: 10/12/2012    638     5     1

Stiamo raccogliendo foto di qualunque cosa o persona centri o abbia avuto a che fare con i nostri paesi, ma speriamo non ce ne vorrete, se ci prendiamo la liberta' di soffermarci per un attimo su alcune figure, qualora riusciamo ad averne la foto.
Un luogo, un uomo, una storia, soggetti che pero', hanno in qualche modo segnato la nostra terra, la nostra esistenza!
Carissimi Visitatori, vi invitiamo a mandarci un ''qualcosa o qualcuno'' che secondo Voi ha impresso in modo indelebile la nostra terra, la nostra esistenza!

  • Egg
    nr 5     Anni 70-80

    Orazio il sacrestano
    Nereo Gasparetto

    Viveva nella casa che ancora oggi, fa tutt'uno con quella del distributore di benzina sul lato che guarda verso il municipio.
    Ci si andava perchè sua moglie Dirce, vendeva vasi di terracotta e altri piccoli casalinghi, ma il suo posto era in chiesa, prima fila nell'angolo a destra appena fuori la porta che va in sacrestia.
    Ancora i banchi non c' erano e sistemare le sedie era uno dei suoi compiti.
    Uno scudiero, un attendente, un maggiordomo ...un sacrestano! spalla destra insostituibile un tempo (assieme alla perpetua) per ogni sacerdote.
    Forse da qualche parte questo lavoro esiste ancora e di certo c'è anche da noi chi ancora accende e spegne le candele con lo spegnimoccolo che assomiglia all'unghia del maiale, ma di sicuro Orazio è stato per Gazzo l'ultimo sacrestano.
    Mi chiedevo allora come facesse ad ascoltare ogni domenica tante messe lui che non era sacerdote ed era ancora lè, a distribuire sulle sedie i fogli ingialliti e pieni di nastro adesivo dei vespri per le funzioni alle tre del pomeriggio.
    Andavamo alla porticina aperta del campanile quando la luce era accesa e Orazio era la che tirava le corde delle campane, l'orecchio teso al suono, un tiro alla fune che poi si lasciava scorrere fra le mani sparendo risucchiata dal piccolo foro nel soffitto di legno.
    ''...chi sito ti caro'' chiedeva a noi ragazzini, facce magari già viste ma che non riusciva ormai più a collocare nelle famiglie che crescevano.
    Veniva per le contrade una, due volte l' anno per la questua ma più che soldi nella borsa portava a casa uova e verdura.
    Dicono che adesso grandina perchè Orazio non suona più le campane durante i temporali più brutti ma quando si uccide il maiale nelle nostre case, togliendo l' unghia più grossa dalla zampa c'à ancora per tradizione chi dice: ''ecco, questa portala ad Orazio che gli serve per spegnere le candele in chiesa.''

    Nereo Gasparetto

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    nr 4    2 Anno 1986-1987

    Virginio ''Nini'' Sandini
    (Foto scattata da Antonello Guidolin in occosione della Mostra Fotografica di Carmigano anno 1986-87)

    Dario Feltrin

    … che possiamo dire di un uomo che per me ha rappresentato una buona fetta di tutto quel che sono?
    ''Grande'' uomo e grande cuore, fin troppo generoso con tutte le categorie degli esseri umani di questa terra, anche se incuteva spesso un timore mal celato, col suo vocione (a volte ringhioso) che non ammetteva repliche.
    Era un attore nato........tantissimi fatterelli del vissuto del nostro paesino, raccontati e mimati da lui nei vari personaggi sembravano diventare barzellette inverosimili.
    La domenica era solito accendere il fuoco nel suo grande camino e mentre faceva rosolare na volta:''poenta e osei'' e un'altra l'ocacigno, o la porchetta, si cimentava al torchio per ''na bea bota de bigoi coa sardea'' mentre non poteva mancare mai il sottofondo musicale di meravigliose note della lirica che uscivano da un Pavarotti, un Di Stefano o meglio un Del Monaco.
    Estimatore di fucili ed armi da fuoco di ogni epoca, grande appassionato di storia e cultura in generale, era molto più bravo di noi figli (''nati dopo l'8 settembre'' diceva lui) nel ricordare date ed eventi storici di ogni epoca, nonostante la sua sola quinta elementare.......a volte mi chiedo (se non gli fosse mancata una maggiore istruzione), cosa sarebbe diventato, visto che se la cavava già molto bene anche in qualità di oratore.
    Ricordo con nostalgia le lunghe chiacchierate con gli zii o con amici di famiglia, davanti a grandi tavolate imbandite che finivano sempre con grandi risate in allegria.
    Però quel che rammento spesso del ''vecchio mugnaio di campagna'' (così soleva definirsi negli ultimi anni della sua vita), era quella capacità di lottare e mai arrendersi, infondendo coraggio anche agli altri e facendoci sentire sempre al riparo dalle ''intemperie'' della vita, nascondendo le sue preoccupazioni dietro un grande sorriso...... -Cosa gheto caro?! Vien co mi vaea! te porto nel me ambueatorio a tirarte su, altro ch'el dotore!-
    E giù sopressa e pan biscotto......
    Una cosa è certa: ha lasciato un grande vuoto che, nemmeno dopo tanti anni dalla sua dipartita è stato colmato.
    Forse è stata a volte, la sua, una presenza anche ingombrante, nel senso che occupava molto ''spazio'' solo per lui, una personalità forte senza dubbio; ma la simpatia che trasmetteva con la sua ironia burlona, superava di gran lunga gli immancabili difetti che ognuno di noi porta con se e quindi che anche il mi babbo aveva.
    Però quando trattavasi di essere seri, lo si era.
    Oltre che operare come assessore comunale ebbe la carica di vice giudice conciliatore che durò molto tempo e anche quando smise pubblicamente, molte persone venivano per consigliarsi con lui ed io ne ero piuttosto orgogliosa, poichè vedevo in lui la persona seria che poi era ed è sempre stato.
    Che vi posso dire ancora?
    Avrò sicuramente dimenticato qualcosa; spero di non avervi annoiato, ma sapete così in due parole non è proprio cosa facile buttar giù la vita del mio ''colosso di Rodi'' … del mio grande papà.

    A.C.S.

     data commento: 18/08/2017
    Un uomo immenso, come il suo cuore.
    Ne nasce uno ogni cent'anni ed è un privilegio poterlo conoscere.

    Federico Marcato  -  Nove

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    nr 2    1 Anni 80

    Olivo Buraschini ''Angeo Seche''
    Nereo Gasparetto

    Per tutti, non si può nascondere, era ''Angeo Seche''.
    Non chiedetemi perchè, ma una volta si usava così.
    A quanto pare, c'era il bisogno di una seconda identità, forse perchè nei paesi, i cognomi erano pochi e i nomi sempre gli stessi.
    Così per distinguere i padri dai figli e i nipoti dai nonni .....ma a noi tutto questo poco importa!
    Lavorava oggi diciamo, come mezzadro, la terra di un altro padrone.
    Sveglia prima dell' alba, ritorno dopo il tramonto, questa era la vita dei campi.
    Me lo ricordo con il fieno d'estate, nelle ore più calde, perchè in quelle ore si caricavano i carri di fieno.
    Grande invenzione si il carica-fieno, ma anche prima macchina infernale, che faceva tenere il ritmo a chi era sul carro, se il trattore andava troppo veloce.
    Più il fieno saliva e meno Olivo si vedeva, sommerso dall'''onda'' che arrivava su copiosa.
    Arrivati in fondo, finalmente il meccanismo si fermava per una breve pausa ed ecco spuntare allora dalla tasca un fazzoletto, per asciugarsi il sudore e togliersi un po' di polvere dal collo, in bocca sempre una pagliuzza per calmare la sete.
    Tornava all'imbrunire in bicicletta e lo sentivi... perchè fischiava...
    Arrivata la pensione, se non era nell'orto, era da qualche parte, in qualche stalla, anche senza paga, per fare quello che sapeva fare, quello che aveva sempre fatto...
    tornare a casa, la sera in bicicletta...fischiando.

    Nereo Gasparetto

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    nr 1    2 Anno 1975

    Sandro Masiero, il mediatore di bestiame
    Nereo Gasparetto

    Girava per il paese con un califfo (per i pi giovani, ''il califfo'' era un motorino) lo sentivi arrivare perche' ''smanettava'' con un modo tutto suo (evidentemente la velocita' non era la sua passione ) un po' di gas.... poi basta, e via cosi', ma capivi gia' in quel modo chi stava arrivando.
    Veniva nelle case dei contadini dove c'erano mucche o vitelli da vendere, il suo lavoro era appunto fare da intermediario fra il contadino e il commerciante di bestiame.
    Ma quel giorno, pensandoci bene, era meglio che stare a teatro, perche' la commedia era proprio gustosa.
    In un angolo, il commerciante visto il vitello, faceva il suo prezzo, ma il contadino sentita la cifra (sempre) non voleva saperne!
    Dopo mezz'ora di discussioni e silenzi, il mediatore cominciava a tirare uno per un braccio verso l' altro che intanto faceva per andarsene.
    Alla fine, entrambi scontenti e scocciati arrivavano vicini con il mediatore nel mezzo che, prese le mani ai due, cominciava a batterle una sull'altra girandole e rigirandole ...(niente di nuovo hanno inventato gli americani con il loro ''dammi il cinque'' nelle nostre stalle si faceva molto tempo prima).
    Battute cosi' le mani, anche senza guardarsi in faccia pero', la cosa era fatta!
    Il vitello era venduto...non si vedevano soldi girare, a volte il commerciante nemmeno portava via la bestia, ma tutto era a posto, basato sulla parola e sulla garanzia che dava ai due... il mediatore!
    Questi, tornava magari il giorno dopo dal contadino e ancora si discuteva dell'affare che sempre pareva un fallimento, ma, una volta ripartito con il suo motorino che andava a singhiozzo, al contadino si illuminava il volto:'' ...non credevo di prendere cosi' tanto!''

    Nereo Gasparetto

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    nr 3     Anni 50

    Elsa Girardi 1899-1967
    NG

    Elsa direi
    era proprio così
    anziana sembrava
    e aveva tanti gatti
    si...questo si.

    In paese viveva
    la casa c'è ancora
    trovi scritto ''BG'' sul cancello
    oggi....come allora.

    Io tornavo a piedi da scuola
    avevo altri pensieri
    lei sembrava già
    in quei giorni lontani...
    senza più desideri.

    Se passi e se hai tempo
    guarda dove il glicine è in fiore
    se ascolti, forse
    sentirai ancora il ...rumore.

    Di una vita passata
    tra i silenzi più vani
    aspettando
    assieme ai suoi gatti
    un inutile domani.

    NG

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